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OMiI Archivio News 20 Gennaio 2008 INTERROGAZIONE AL SENATO
INTERROGAZIONE AL SENATO SENATO DELLA REPUBBLICA SEDUTA DEL 17 GENNAIO 2008-
INTERROGAZIONE 3-00822 SUL PROFILO PROFESSIONALE DI ODONTOTECNICO.

IL RAPPRESENTANTE DEL GOVERNO HA FACOLTA` DI RISPONDERE A TALE INTERROGAZIONE.
PATTA, sottosegretario di Stato per la salute.

Signor Presidente, con riferimento a quanto segnalato nellā??atto
parlamentare, desidero, preliminarmente,
ricordare lā??iter finora svolto circa la possibile individuazione
dellā??odontotecnico come professione sanitaria.
Lā??entrata in vigore del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502,
ha prodotto profondi cambiamenti nel settore delle professioni sanitarie, in
unā??ottica di` armonizzazione con la normativa europea.
Lā??obiettivo del legislatore e` stato quello di disciplinare compiutamente
le singole professioni e di accrescere il livello della formazione
professionale, prevedendo sia corsi universitari, secondo una disciplina
uniforme su tutto il territorio nazionale e secondo un modello formativo
che comprende lā??insegnamento teorico e un Ā«apprendistatoĀ» pratico da
svolgersi presso le strutture del Servizio sanitario nazionale, sia ulteriori
livelli di specializzazione (lauree specialistiche, master di primo e secondo
livello).
Il Ministero della salute aveva individuato con propri decreti ventidue
professioni sanitarie, per le quali, di concerto con i competenti soggetti
istituzionali, venivano attivati i relativi corsi di laurea; in tale ambito,
era stato inoltre previsto di ricomprendere tra le professioni sanitarie anche
lā??ottico e lā??odontotecnico, gia` arti ausiliarie delle professioni sanitarie,
predisponendo nel 2001 gli schemi di regolamento mirati a disciplinare le
suddette nuove figure.
Nel corso della attivita` istruttoria e` stata piu` volte interpellata al riguardo
la Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e odontoiatri
(FNOMCEO), la quale, relativamente allo schema di regolamento
dellā??odontotecnico, ha formulato alcune osservazioni, recepite in buona
parte nel testo successivamente trasmesso al Consiglio di Stato per lā??acquisizione
del necessario parere. Lā??iter procedurale avviato e` stato interrotto non per questioni di merito,
concernenti le mansioni e il ruolo che lā??odontotecnico avrebbe dovuto
svolgere, ma a seguito dellā??entrata in vigore della legge costituzionale 18
ottobre 2001, n. 3, che ā?? comā??e` noto ā?? ha modificato il riparto delle competenze
normative fra Stato e Regioni.
Per tali sopravvenute modifiche, infatti, lā??individuazione di nuove
professioni sanitarie non puo` piu` essere effettuata da parte dello Stato
con atto avente natura regolamentare (come il decreto ministeriale), ma
necessita di una norma di grado primario che, avendo individuato i princi`
pi fondamentali della materia, consenta alle Regioni lā??emanazione della
disciplina precettiva e di dettaglio.
Conseguentemente il Ministero ha dato avvio alla predisposizione di
una normativa mirata a disciplinare il settore conformemente alle nuove
norme costituzionali.
Lā??entrata in vigore della legge 1Āŗ febbraio 2006, n. 43, che fissa i
principi fondamentali in materia di professioni sanitarie e, in particolare,
lā??articolo 5 che disciplina la procedura per lā??individuazione e la normazione
di nuove professioni in ambito sanitario, ha indubbiamente posto
fine ad una situazione di incertezza normativa.
Desidero ribadire che la determinazione di avviare il procedimento
per lā??individuazione della professione sanitaria di odontotecnico costituisce
una scelta di questa amministrazione, che ha tenuto conto delle caratteristiche
specifiche di una professione la cui attivita` operativa si inserisce
certamente nel contesto salute.
Sottolineo che non e` esatto quanto affermato negli atti parlamentari
circa una possibile individuazione della professione sanitaria di odontotecnico
con decreto ministeriale; infatti, nel rispetto dellā??articolo 5 della
legge n. 43 del 2006, tale individuazione avverra` al termine del previsto
iter, mediante accordo sancito in sede di Conferenza Stato-Regioni, rece
pito in un decreto del Presidente della Repubblica, previa delibera del
Consiglio dei ministri.
Questa amministrazione, con nota del 9 novembre 2006, ha chiesto
alla Conferenza Stato-Regioni lā??indicazione dei rappresentanti regionali
per la costituzione della commissione tecnica operante nellā??ambito del
Consiglio superiore di sanita`, come disposto dallā??articolo 5, comma 3,
della legge n. 43 del 2006.
In data 11 luglio 2007 detta commissione ha espresso parere favorevole,
suggerendo talune modifiche allo schema proposto, che sono state
recepite dal Ministero della salute.
Al fine di sottoporre alle valutazioni delle amministrazioni centrali lo
schema di profilo professionale, si e` svolta il 16 ottobre 2007 una Conferenza
di servizi, nel corso della quale sono state accolte le osservazioni
delle amministrazioni intervenute; in particolare, si e` convenuto di prevedere
specificatamente che lā??individuazione della nuova figura professionale
debba avvenire senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.
In data 13 novembre 2007 e` stato richiesto lā??assenso delle stesse amministrazioni
allā??ulteriore corso del provvedimento; successivamente a tale
acquisizione si provvedera` a sottoporre lo schema di accordo alle valutazioni
della Conferenza Stato-Regioni.
E opportuno sottolineare che le attivita` attualmente svolte dallā??odontotecnico,
pur afferenti allā??area della tutela della salute, non corrispondono
a quelle svolte da altre professioni sanitarie; gli stessi operano nel campo
delle arti ausiliarie delle professioni sanitarie con metodiche operative che
li pongono in stretto contatto con gli odontoiatri, senza, tuttavia, indebite
invasioni di campo che, peraltro, laddove si verificassero, sarebbero comunque
perseguibili per legge, indipendentemente dalla qualificazione
giuridica dellā??odontotecnico.
Pertanto, poicheĀ“ le suddette metodiche non vengono modificate dal-
lā??iter normativo avviato, non e` ipotizzabile alcuna parcellizzazione o invasione
di competenze proprie di altre figure sanitarie.
In merito al rilievo formulato negli atti parlamentari secondo il quale
lā??individuazione in esame sarebbe in contrasto con lā??articolo 5 della legge
n. 43 del 2006, il quale prescrive che le nuove professioni sanitarie debbano
essere individuate in considerazione di fabbisogni connessi agli
obiettivi di salute, previsti nel Piano sanitario nazionale o nei Piani sani-
tari regionali, che non trovino rispondenza in professioni gia` riconosciute,
il coinvolgimento della gia` citata commissione garantisce di evitare eventuali
frazionamenti e sovrapposizioni con le professioni sanitarie gia` esistenti.
Inoltre, va ricordato che fin dal 2001 il Consiglio superiore di sanita`
si era espresso positivamente sullo schema di decreto ministeriale, ravvisandone
la rispondenza ad un effettivo fabbisogno del Sistema sanitario
nazionale. 
In merito alle perplessita` espresse circa la possibilita` che, dopo lā??individuazione
delle nuove figure sanitarie, i soggetti in possesso dei vecchi
titoli professionali verrebbero equiparati ex lege ai laureati, si segnala che
per la nuova figura viene stabilito che i suddetti soggetti potranno svolgere
lā??attivita` professionale secondo le norme vigenti prima dellā??entrata in vigore
delle norme relative al nuovo profilo.
Del resto, secondo quanto previsto dalla normativa del 2006, lā??equipollenza
paventata non potrebbe realizzarsi se non con legge, mentre lā??iter
normativo avviato si concludera` con un decreto del Presidente della Repubblica.
Va precisato anche che la formazione universitaria che gli odontotecnici
dovranno avere corrisponde non ad una scelta discrezionale del Ministero
della salute, ma alle disposizioni del decreto legislativo n. 502 del
1992; in ogni caso la formazione universitaria non puo`, di per seĀ“, essere
considerata come fonte di indebite interferenze funzionali fra lā??odontoiatra
e lā??odontotecnico, in considerazione della diversita`, fra le due figure professionali,
degli insegnamenti svolti, delle mansioni e del tipo di formazione.
Non va sottovalutato, peraltro, che una formazione di livello universitario
garantisce maggiori conoscenze professionali, a vantaggio della sicurezza
dei cittadini e che, inoltre, una disciplina che definisce con precisione
le caratteristiche e i contesti operativi degli operatori, risponde, fra
lā??altro, alla necessita` di reprimere efficacemente il fenomeno dellā??abusivismo;
appare, pertanto, ragionevole sostenere che la regolamentazione della
figura dellā??odontotecnico rispondera` positivamente a tali scopi.
Da ultimo, si precisa che la direttiva comunitaria 93/42, citata negli
atti parlamentari, si riferisce non alle professioni dellā??area sanitaria, ma
ai dispositivi medici, stabilendo le caratteristiche e i requisiti necessari
per lā??immissione in commercio.
Va evidenziato che poicheĀ“ gli odontotecnici gia` adesso realizzano e
immettono in commercio dispositivi medici conformi alla normativa comunitaria,
analogamente a quanto avviene per il tecnico ortopedico, il
quale e` un professionista sanitario, lā??istituzione della nuova professione
sanitaria non comportera` alcuna violazione della direttiva citata.

 


 
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