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OMiI Archivio News 16 Aprile 2009 Pubblichiamo l'articolo sulla odontoiatria sociale apparso sul n°1 della rivista Dental Labor
Pubblichiamo l'articolo sulla odontoiatria sociale apparso sul n°1 della rivista Dental Labor Pubblichiamo l'articolo sulla odontoiatria sociale  apparso sul n°1 della rivista Dental Labor

Programma di odontoiatria sociale

Cio, Fenaodi e Antlo non ci stanno




Da qualche tempo il tema dell'odontoiatria sociale è divenuto un cavallo di battaglia dello Sno/Cna.
Un'odontoiatria definita ??sociale? perché esercitata  a costi abbordabili per le fasce meno abbienti della società.
Obbiettivo senz'altro auspicabile in una nazione civile, dove il ruolo della sanità pubblica per lunghissimo tempo è stato più che latitante. La salute orale infatti nel nostro paese  è da sempre quasi completamente a carico del settore privato, con costi assai gravosi  e spesso difficili da sostenere  per una larga fascia della popolazione.
In un quadro di riferimento di questo tipo ed in presenza di una situazione di crisi economica è naturale che si amplifichino sia le problematiche per i possibili utenti/pazienti sia le situazioni di disagio per gli operatori del settore.
in tali situazioni si aggravano i problemi di lavoro per gli addetti, a causa della cosiddetta ??sindrome della poltrona vuota? e del ??turismo dentale?.
Dato quindi il giusto plauso ad una qualsiasi iniziativa che si proponga di soccorrere le categorie sociali più deboli, l'esame delle risoluzioni prese  lascia assai  dubbiosi.
Le modalità e gli  interlocutori dell'iniziativa (ANDI) lasciano ancora più perplessi.
I compensi fissati per gli odontotecnici creano a loro volta molte perplessità.
Inoltre occorre  riflettere sul fatto che in Italia il servizio della fornitura di protesi odontotecniche è svolto nella stragrande maggioranza dei casi da piccoli laboratori.
Nel nostro paese, da sempre e per ragioni molto diverse, esiste una fenomenale frammentazione del lavoro odontotecnico e delle imprese odontotecniche.
Lo stesso sindacato SNO-CNA è costituito da un novanta per cento di micro-laboratori, la cui realtà operativa è totalmente differente da quella dei laboratori con un alto numero di addetti.
Ricapitolando dunque si è assistito ad una situazione in cui lo Sno si è fatto promotore di un'iniziativa in cui le risoluzioni adottate, gli interlocutori  e i prezzi (sia in senso globale che per la quota spettante agli odontotecnici) generano numerose perplessità e timori.
Timori reali che inducono  a pensare che forse nelle logiche associative Sno si tenga più conto degli interessi dei grandi laboratori piuttosto che di quelli dei piccoli che lavorano solo con due o tre dentisti.
Una  prova a suffragio di questa ipotesi è dimostrata dal fatto che agli incontri tra Ministero, Andi e Sno ha partecipato anche un consorzio costituito prevalentemente da laboratori di grosse dimensioni dell??Emilia; partecipazione avvallata dallo Sno.
Non è dato conoscere come questo consorzio abbia potuto percorrere la strada che l'ha portato fino a sedersi ad un tavolo del ministero; forse lo sanno solo loro, o forse lo sanno  i dirigenti SNO.
I dubbi e i timori potranno essere in futuro risolti se verranno fornite adeguate risposte ai molti quesiti che  nel corso di questa vicenda la SICED ha via via sollevato.
 Eccone alcuni:
Perché lo Sno/Cna ha ritenuto che l'accordo sulla fornitura della protesi sociale venisse sottoscritto  al tavolo del Ministero anche da un consorzio di laboratori (Q.E.T.)?
Possibile che all??interno dello Sno non ci si sia chiesti se questa organizzazione di grandi laboratori  non si metterà in concorrenza con tanti piccoli laboratori, molti dei quali iscritti allo SNO, che non vorranno o non potranno aderire all'accordo?
Possibile che nello Sno non ci sia chiesti se questi grandi laboratori non utilizzino imprese di sub appalto per la fornitura di  semilavorati ?
Possibile che dentro lo Sno non si sia compreso che muovendosi da soli e andando ad una   trattativa senza le altre sigle sindacali, ma con al fianco un consorzio di grossi laboratori odontotecnici, si sarebbe alzato ulteriormente  lo scontro con le altre rappresentanze della categoria?
Ci chiediamo se verranno pubblicati solo gli elenchi degli odontoiatri che aderiranno, o anche quelli dei laboratori?
Un odontoiatra potrà scorrere l'elenco dei laboratori che hanno aderito all'iniziativa e, non trovando quello da cui si serve abitualmente, andrà  a servirsi poi da un altro laboratorio che invece ha aderito, dando un bye bye forse definitivo al laboratorio con cui aveva collaborato fino ad allora?
Magari servendosi da un grande laboratorio che è in grado di consegnare ed assistere, anche fuori dalla sua zona e che già era in grado di produrre ai prezzi stabiliti nella convenzione?
A questi dubbi si aggiungono alcune constatazioni come quella che le tariffe stabilite dall'accordo Andi-Ministero sono più elevate di diversi tariffari  di studi già presenti sul mercato.
Altra constatazione è che lo Sno ha accettato che la parcella dell'odontotecnico sia 1/3 di quella dell'odontoiatra, così come proposto dall'Andi.
Il fatto che negli accordi definitivi o nelle ricostruzioni dei fatti relativi a questa vicenda da parte dello Sno vengano inserite, o quanto meno citate, tante clausole che sono state elementi critici sollevati dalla  SICED in questi ultimi anni, non attenua il senso di disagio degli odontotecnici italiani. Avere mostrato attenzione  alle sollecitazioni sulla difesa del made in italy e sulla  richiesta di protocolli di lavorazione che garantissero  un minimo di qualità ha dimostrato la volontà di tenere conto anche del parere della nostra associazione, ma spiace però constatare come lo SNO abbia persa un'enorme occasione per richiedere che l'accordo comprendesse la fatturazione separata per il laboratorio.
Un disagio che non si attenua anche per le modalità con cui si sono recepite le diverse indicazioni, e per le vicissitudini che ne sono seguite al punto da far sembrare che le istanze della categoria siano state accolte come elementi di abbellimento e non di sostanza.
I timori che l??accordo ha generato  e le problematiche ad esso legate vanno concatenandosi ai problemi da anni aperti e senza risposta.
La questione specifica della protesi sociale ha semmai solo amplificato la condizione di voluta incomunicabilità tra  i dirigenti dello Sno e le altre associazioni.
Agli odontotecnici infatti appare incomprensibile il comportamento dello Sno nel voler andare da solo con Andi e Ministero.
La risposta di Cio, Fenaodi e Antlo all'invito a partecipare alla trattativa è stata la seguente:

Più volte è stato chiesto( dalle nostre associazioni) di aprire un tavolo di sereno confronto, al quale possano sedere i soggetti coinvolti nel progetto, che ?? si ricorda - sono tre: le associazioni di rappresentanza di chi costruisce la protesi, di chi le installa e di chi ne è il destinatario.
Ancora oggi non si capisce il perché della partecipazione di entità di diversa estrazione, come ad esempio la società consortile: perché una e non tutte o neanche una, visto che tali società sono già ricomprese nella rappresentanza delle imprese odontotecniche.
Non si comprende altresì il perché della totale esclusione dei destinatari del programma di odontoiatria sociale, i consumatori, e ancora, il perché dell??inoltro delle convocazioni ?? per di più ad audizioni separate - a soltanto alcune organizzazioni odontotecniche.
Per queste ragioni, ancora una volta, si dichiara la totale indisponibilità delle scriventi a confrontarsi a condizioni poco chiare, inadeguate nella scelta dei soggetti e finalizzate ad una logica che non fa certo capo agli obiettivi dichiarati dal progetto.  
Resta, invece, la disponibilità già manifestata a prendere parte ad un eventuale confronto serio, che veda interazione tra tutte le entità coinvolte, scevro da qualsiasi forma di discriminazione e che preveda, dunque, parità di condizioni tra le parti.

Da un po' di tempo lo Sno si è isolato, percorrendo strade diverse, dalle altre sigle sindacali e non partecipando allo sforzo congiunto delle altre sigle di presentarsi unite ai tavoli delle trattative.
Il fatto che mille associati Andi abbiano dato la loro adesione all'iniziativa sta ad indicare non tanto un'improvvisa conversione al sociale di una parte di odontoiatri, ma soltanto che in tempi di vacche magre le tariffe stabilite per i dentisti sono comunque appetibili.
 Al Ministero è stato siglato un accordo di poca rilevanza sociale, vantaggioso per gli odontoiatri e penalizzante per i laboratori e per il movimento odontotecnico in generale.  
Anche in questo caso, di fronte a problematiche molto pressanti, di fronte ad un Andi che in tutte le sedi cerca esplicitamente di affossare le legittime istanze dei laboratori odontotecnici, lo Sno nazionale ha preferito rompere con le altre sigle e fare invece accordi  che premiano in primo luogo i grandi laboratori emiliani riuniti in consorzio.
Accordi che proprio perché pensati quale premio ai grandi laboratori finiscono per indebolire le posizioni di gran parte dei piccoli laboratori tra cui anche i soci dello Sno-Cna.
In questo quadro di comportamenti oggettivamente indirizzati a dividere la categoria si individuano le scorrettezze dei dirigenti dell'associazione Sno-Cna, ma anche i dirigenti dell??Andi non sono scevri dalla responsabilità di non avere tenuto in alcun conto le indicazioni delle altre rappresentanze degli odontotecnici, ma questo non ci sorprende più di tanto.
Un capitolo a parte poi merita il comportamento dei rappresentanti del ministero.
Ci riferiamo in particolare al Prof. Enrico Gherone, unico responsabile al Ministero per le questioni relative all??odontoiatria.
Se oggi un accordo, seppur discutibile, sulla protesi sociale è stato raggiunto è indubbiamente anche ??grazie? al suo impegno.
 Quello che lo Sno fa propagandisticamente come un accordo fra ??pari? odontotecnici (Sno) e odontoiatri (Andi) in realtà è stato un accordo fra Ministero e Andi, già siglato la scorsa estate. Solo all'ultimo momento e frettolosamente sono stati convocati lo Sno ed il QET, i quali altrettanto frettolosamente hanno firmato il pacchettino/accordo già confezionato per loro. Le modalità decisamente penalizzanti per i laboratori, il mancato riconoscimento alle associazioni sindacali della Confesercenti e della Confederazione Generale  Artigiani  escluse dalla discussione sono demeriti da ascrivere al  Prof. Gherlone, al quale  in quanto rappresentante di un apparato dello stato rivolgiamo la preghiera di essere equamente attento ai  problemi di tutti i laboratori odontotecnici italiani  e non ripiegato sulle tesi di un solo dirigente sindacale o peggio ancora attento unicamente ai destini di un  minuscolo gruppo di grandi laboratori, solo per portare a casa un piccolo e molto discutibile risultato.  

Paolo Facchinetti





 


 
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