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OMiI Archivio News 9 Agosto 2010 Gruppi di acquisto: una risposta alla crisi del settore

Gruppi di acquisto: una risposta alla crisi del settore

(Relazione approvata dall'Assemblea Siced di Giugno 2010)

 

Nonostante da più parti si tenda ad evidenziare come la crisi economica che ha colpito i paesi occidentali sia in corso di superamento o addirittura, secondo alcuni, sia stata brillantemente superata e sia ormai alle nostre spalle, nonostante questo ottimismo dei maggiori mass-media a noi giungono segnali da tanti laboratori nostri soci e da rappresentanti di tante aziende del settore, che tendono ad indicare che questa crisi non sia stata affatto superata.

Anzi, ci sembra che in realtà la crisi che inizialmente aveva colpito il sistema finanziario e le banche, come previsto da alcuni economisti, si sia ora più che mai trasferita al sistema economico-produttivo e quindi all'economia reale.

Anche nel nostro settore, forse più che in altri, la situazione sta diventando per tanti molto difficile.

Il nostro settore, infatti, ed in particolare la nostra categoria, non si trova a dover fronteggiare solamente questa crisi economica,  ma contemporaneamente si trova anche a dover fronteggiare l'apertura del mercato delle protesi ai paesi emergenti ed una parte dei potenziali pazienti che migrano verso paesi che offrono un'odontoiatria a basso prezzo.

A tutti questi fattori negativi se ne aggiunge un altro endemico nel nostro paese, e cioè che una discreta fetta del nostro mercato viene  gestita in nero.

Questa parte di mercato dominata dall'illegalità si traduce poi necessariamente in una concorrenza sleale.

In questa crisi dilagante i titolari dei laboratori odontotecnici vedono disperdersi anni di impegno professionale e si ritrovano spesso nell'impossibilità di operare quegli investimenti economici richiesti per attrezzarsi con quelle nuove tecnologie che attualmente il mercato sembra sempre più richiedere.

Tutto questo ha come riflesso, come mostrato dalle indagini di mercato, una riduzione dei margini di profitto dei laboratori odontotecnici, per non parlare poi di quei colleghi che sono strati costretti a chiudere la loro attività.

Un altro fattore importante che andrebbe valutato e approfondito a parte e che ha a che fare con le nuove tecnologie è l'ingresso, o l'accentuata presenza,  soprattutto dell'industria, ma anche della distribuzione, in forme più o meno dirette o camuffate, nella produzione delle protesi o dei suoi semi-lavorati.

Dobbiamo quindi considerare seriamente questo fattore; dobbiamo considerare cioè non solo una crisi generale del settore odontoiatrico a seguito della crisi economica ecc. su cui non possiamo fare molto di più della semplice constatazione, in attesa che l'economia europea si risollevi, ma dobbiamo osservare con molta attenzione il nostro settore odontotecnico circondato dalle altre componenti del dentale che tendono ad erodere dei territori che sono e dovrebbero continuare ad essere di pertinenza esclusiva del laboratorio odontotecnico.

A questo dobbiamo dare una risposta.

Il reddito dei nostri laboratori è prodotto dalla differenza tra le spese e gli introiti.

Questa formula  è così semplice ed elementare, ma viene molto spesso sottovalutata.

La presenza del “nero” o di una  percentuale di produzione “oscura” permette a certe imprese odontotecniche  di produrre un certo reddito e di sopravvivere in condizioni altrimenti molto sfavorevoli.

 A sua volta questo mercato illecito, originato il più delle volte a monte dallo studio odontoiatrico, genera spesso altre condizioni di illegalità, tipo dipendenti in nero.

In un mercato in cui sono richiesti investimenti e formazione, una presenza importante di economia nascosta non può che essere alla lunga controproducente. L'obbiettivo a cui dovremmo essere sensibili è creare delle condizioni nuove in cui la differenza fra i costi e gli introiti del laboratorio migliorino la redditività.

Se oggi per il laboratorio le spese generali, le spese di gestione, le spese per competenze diverse coprono il 70% degli introiti del laboratorio, lasciando così un 30% di guadagno lordo , a cui cioè vanno tolte le numerose tassazioni e le spese contributive , occorre operare in modo tale che sul versante delle spese si possano produrre dei risparmi. Ecco perché ci si deve interrogare su come si possano produrre questi risparmi ed è quindi compito di una organizzazione sindacale e di un'associazione come la nostra, sensibile alle diverse esigenze della categoria, cercare delle risposte a questa domanda.

Per potere diminuire i costi di produzione bisogna cercare di diminuire le spese per i materiali di consumo che utilizziamo e, a questo proposito, l'idea che ci è venuta è quella di fondare un gruppo di acquisto per i materiali che utilizziamo nei nostri laboratorio.

Questa espressione “gruppi di acquisto” può suscitare un certo disagio in alcuni colleghi, perché si sa che è tradizione dell'odontotecnico differenziarsi e guardare con estremo individualismo alle cose che riguardano il proprio lavoro.

Ognuno di noi coltiva  una sua passione per prodotti diversi, e questo fatto lo abbiamo sperimentato ogniqualvolta ci ritroviamo a discutere di professione , ma dobbiamo oggi chiederci se è ancora giusto rimanere fedeli a questi atteggiamenti oppure se devono invece essere superati.

Quindi, di fronte a questa assemblea, noi riteniamo giusto proporre questa iniziativa su cui coinvolgere i soci della Siced in generale ed in particolare gli aderenti al Marchio di Odontotecnicamadeinitaly.

Un'operazione di questo tipo porterà vantaggi a breve termine, ma soprattutto a medio e lungo termine: a breve termine, nel momento in cui si riescono ad operare dei risparmi nelle spese di acquisto dei materiali, e in un'ottica più generale, a lungo termine, può diventare un'operazione che aumenta la forza della categoria.

Con un'operazione di questo tipo, noi non vogliamo metterci contro le aziende produttrici o i distributori; pensiamo che organizzandoci in gruppi di acquisto potremo contribuire a razionalizzare tutta la filiera produttiva e distributiva quantomeno su determinati blocchi di prodotto, avendone in cambio sconti sostanziosi all’acquisto.

Per poter portare avanti questa idea è necessario costituire una commissione che indaghi la praticabilità della nostra idea relativamente ai vari prodotti.

E' ovvio considerare che vi sono prodotti con grandi specificità e differenze fra una marca e un'altra, mentre per altri le differenze sono quasi nulle e quindi l'interesse del gruppo di acquisto si rivolgerà a questa seconda categoria di prodotti.

Questa idea per esempio può riguardare anche i programmi informatici di gestione del laboratorio, realizzati sempre da entità diverse da chi vive nel laboratori e quindi molto spesso prolissi e non funzionali alle nostre esigenze.

Come abbiamo detto, non volgiamo superare altre componenti del mondo del dentale, ma riteniamo anche che non sia corretto il modo di agire di alcune aziende che stanno cercando di occupare spazi che devono rimanere di competenza esclusiva dei laboratori odontotecnici.

Dobbiamo reagire a questa situazione con operazioni assolutamente trasparenti e cristalline che facciano uscire i laboratori odontotecnici dall'angolo in cui sono stati cacciati dalla crisi economica, ma, come abbiamo visto, non solo da quella.

I gruppi di acquisto creati all'interno di Odontotecnicamadeinitaly potrebbero essere una risposta positiva in questo senso.    


 
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