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OMiI Archivio News 1 Ottobre 2010 Comunicato unitario studi di settore

Comunicato unitario studi di settore

Parere sulla revisione dello studio VD34U

Le valutazioni effettuate in sede di revisione con il nuovo studio VD34U hanno riguardato esiti senza l’applicazione dei correttivi crisi. Occorrerà quindi che lo studio sia adattato alle situazioni di crisi congiunturali del settore e a quelle individuali affinché la sua applicazione rifletta l’effettiva realtà economica di riferimento.

Con riferimento al settore economico si sottolinea che lo scenario per il 2010 non sarà senz’altro roseo poiché generalmente le situazioni congiunturali di crisi approdano agli studi dentistici con mesi di ritardo rispetto a quando si manifestano sui mercati. Ciò è dovuto alla pianificazione pregressa delle terapie anche protesiche da parte dei pazienti e di conseguenza nei laboratori odontotecnici le suddette crisi si avvertono con lo stesso ritardo.

Con riferimento alle criticità derivanti da crisi “individuali” delle imprese occorre tenere in considerazione che, negli ultimi anni, alla contrazione del mercato si è aggiunta una maggiore dipendenza economica nei confronti degli studi odontoiatrici, per cui il settore risulta trovarsi in situazione di forte “dipendenza” che può determinare significative variabilità dei ricavi, sia da un anno all’altro che in corso d’anno.

Preme inoltre segnalare per il settore, oltre il riscontro di un calo generalizzato delle prestazioni protesiche rilevatosi dalle fonti ufficiali di informazioni mediche odontoiatriche, che si è accentuato il fenomeno della chiusura dei laboratori odontotecnici che, secondo fonti europee (A.D.D.E.), sono calati del 10% in pochi anni (la stessa Agenzia delle entrate ha dato un – 11.50 % dati 2008 su 2007).

Con riferimento alle specifica revisione dello studio si segnalano le seguenti criticità.

Le protesi scheletriche

Lo “scheletrato”, componente della protesi finita, è un dispositivo medico che quando esce dal laboratorio non può essere impiegato in bocca. Lo “scheletrato" può essere commissionato in due modi:

  • nel primo caso è il medico che commissiona direttamente lo scheletrato al laboratorio specializzato nella costruzione di scheletrati per poi consegnarlo al laboratorio odontotecnico che confezionerà la protesi finita ( nel cluster 9, i laboratori che realizzano prevalentemente protesi scheletrata ha il 36% dei ricavi dagli studi odontoiatrici);

  • nel secondo caso, l’odontotecnico che ha ricevuto la prescrizione da parte del clinico, commissiona a terzi lo “scheletrato” che gli è reso, sul quale verrà ultimata la protesi per essere consegnata al medico.

Il ricarico che è praticato su questa lavorazione affidata a terzi da parte dell’odontotecnico che mette in commercio il dispositivo finito, è marginale e sicuramente non riferibile a quelli che sono ricarichi generalmente praticati sui materiali che vanno a costituire il dispositivo medico su misura venduto al medico.

L’odontotecnico che mette in commercio il dispositivo realizza il proprio valore aggiunto sul montaggio dei denti e non sullo “scheletrato” che acquista da altro laboratorio. In sostanza, si può affermare che l’odontotecnico che commissiona a terzi la produzione dello “scheletrato”, rinuncia consapevolmente ad un ricarico significativo su tale semilavorato, al fine di fornire al proprio committente, cioè allo studio odontoiatrico, un servizio che, seppur non retribuito direttamente, consente di “fidelizzare” il committente stesso.

In attesa di poter valutare il fenomeno con l’inserimento di apposite informazioni sul questionario, sulla base di tali osservazioni si ritiene opportuno che siano date indicazioni agli uffici di tenere conto della presenza di tale prassi da parte degli odontotecnici.


Lavorazioni affidate a terzi

Esiste la prassi da parte degli odontotecnici di affidare a terzi, in tutto o in parte, la realizzazione di dispositivi quando gli stessi committenti sono in surplus di lavoro o quando gli stessi si dedicano più ai servizi che alla produzione.

Anche in tali casi, infatti, la situazione del laboratorio che commissiona il lavoro affidandolo in tutto o in parte a terzi, su tali lavorazioni, realizza ricarichi notevolmente inferiori rispetto alla produzione fatta personalmente all’interno del proprio laboratorio per lo studio dentistico prescrivente il dispositivo.

In attesa di poter valutare il fenomeno con l’inserimento di apposite informazioni sul questionario, sulla base di tali osservazioni si ritiene opportuno che siano date indicazioni agli uffici di tenere conto della presenza di tale prassi da parte degli odontotecnici.


Altre tipologie di lavorazioni

Negli ultimi anni è sempre più frequente trovare laboratori odontotecnici che si avvalgono di nuove tecnologie per il settore come la tecnologia CAD CAM e le lavorazioni attraverso fresatori industriali sia per zirconia, sia per metalli.

Queste lavorazioni, soprattutto per la zirconia possono essere prodotti anche internamente a laboratori più o meno strutturati, e/o si avvalgono della tecnologia (anche parzialmente) con l’acquisto di scanner ottici e poi viene demandata la lavorazione dei metalli e anche della zirconia a centri specializzati.

Tali apparecchiature non sono immediatamente produttive. La loro messa a punto e la loro produttività richiede pratica e dispendio di energie (economiche ed in ordine di tempo: è necessario fare corsi e prove). Spesso esse non aumentano la produzione (leggasi fatturato) ma

la modificano rendendo inutilizzate apparecchiature tradizionali (es. strutture prima fuse in lega vengono scannerizzate e fresate) che non vengono però dismesse. Sarebbe opportuno prevedere una moratoria di un anno tempo, verosimilmente, adeguato per la messa in servizio di queste nuove tecnologie.


Nel caso di queste lavorazioni, sia prodotti internamente e/o affidate ai centri specializzati, i ricarichi che il laboratorio fa sul prezzo di acquisto sono marginali cosi come lo sono per gli scheletrati, sia per le lavorazioni in conto terzi.

In attesa di poter valutare il fenomeno con l’inserimento di apposite informazioni sul questionario, sulla base di tali osservazioni si ritiene opportuno che siano date indicazioni agli uffici di tenere conto della presenza di tale prassi da parte degli odontotecnici.


Beni strumentali

Nel settore è ricorrente che le imprese siano sovradimensionate rispetto al fabbisogno di attrezzature e macchinari necessari allo svolgimento dell’attività.

Tale situazione deriva da tre motivazioni.

La prima è la necessità di disporre di macchinari/attrezzature di scorta da utilizzare in caso di rottura di quella normalmente utilizzata per garantire allo studio odontoiatrico l’esecuzione del lavoro nei termini previsti.

La seconda è nella non convenienza economica alla dismissione degli stessi visto il basso valore ad essi riconosciuto quando sono sostituite con nuovi macchinari e/o attrezzature.

La terza è la necessità di mantenere attrezzature normalmente utilizzate in precedenza per effettuare, ad esempio, riparazioni di vecchi lavori. Va, però, considerata la vetustà di tali attrezzature e va tenuto conto del fattore moda (che si ripercuote anche sui materiali).


IL suddetto fenomeno, collegato inoltre, più in generale con  l'adozione all' interno dello studio di settore del  Valore dei beni calcolato con il criterio del " costo storico" molto spesso in aziende di piccole dimensioni  o in realtà  marginali a livello territoriale, porta a risultati  fortemente  discriminanti con Volumi di Ricavi non sempre realizzabili.  


Si ritiene opportuno suggerire:


  1. la previsione di appositi righi in cui indicare il valore dei beni strumentali stratificato per anno di formazione al fine di applicare un indice deflattore che tenga conto dell'anzianità dell’entrata dei beni nel processo produttivo.


  1. l’introduzione di appositi righi ed ulteriori informazioni nel quadro E dei beni strumentali (ad esempio, suddividendo quelli utilizzati normalmente da quelli di “scorta” ed evidenziando per gli stessi sia l’annualità/periodo di acquisto e il relativo valore) per poi introdurre adeguati correttivi di stima, al fine inoltre di sterilizzare l’effetto della presenza degli stessi nel valore globale dei Beni strumentali


In attesa di poter valutare il fenomeno con l’inserimento di apposite informazioni sul questionario, sulla base di tali osservazioni si ritiene opportuno che siano date indicazioni agli uffici di tenere conto della presenza di tali situazioni di sovradimensionamento strutturale in beni strumentali degli odontotecnici.


Modifiche al questionario

Oltre alle note soprariportate, si suggerisce di inserire nel quadro E-Beni strumentali:

  1. Scanner;

  2. Fresatore a controllo numerico;

  3. Software gestionali CAD e CAM;

  4. Frese industriali per macchine a controllo numerico;

  5. Fresatori manuali per zirconia;

  6. Forno per sinterizzazione;

  7. Stampante per proto tipizzazione

Sarebbe consigliabile modificare: E35 Macchine per elettroerosione: togliendo (A.G.C.)


Con riferimento al quadro D - Materiali di consumo si suggerisce di inserire:

Zirconia (unità di misura: non è qualificabile un’unità di misura standard, dipende dai sistemi. Unico modo potrebbe essere il valore in euro dell’acquisto);


Con riferimento al quadro D – Tipo di prodotto si suggerisce di inserire:

  1. Realizzazione virtuale di protesi o parte di essi (% sui ricavi)

Con riferimento al quadro D – Altri elementi specifici si suggerisce di inserire:

  1. Spese sostenute per lavori affidati a terzi o per l’acquisto di semilavorati (valore in €)


Confartigianato  Odontotecici               CNA SNO                                               FNO/Casartigiani

               Il Presidente                                     Il Presidente                                              Il Presidente

             (Antonio Ziliotti)                          (Massimo Bacherini)                                 (Francesco Rapalli)




         CIO Confesercenti                                     ANTLO

             ll Presidente                                        Il Presidente

        (Alberto Battistelli)                            (Massimo Carmando)


 
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