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OMiI Archivio News 25 Luglio 2011 Odontoiatria al tracollo

 

Dal n. 3 Dental Labor


ODONTOIATRIA AL TRACOLLO!

MA DI CHI E’ LA COLPA?

 

Alberto Battistelli

 

Martedì 21 Giugno, sul “Corriere della Sera” a tutta pagina, con firma del giornalista Dario Di Vico, è uscito l’articolo il cui titolo vedete riportato nell’immagine qui a fianco (foto 1): “Dentisti, la paura del tracollo”.

Per prima cosa mi tolgo subito un bel sasso dalle scarpe, con immensa soddisfazione! Uso anche una frase tipica di chi fa questo: “Ve l’avevo detto!”.

Mi pare che il titolo dell’articolo che scrissi nel 2004 (foto 2) era più che esplicativo, ma quello dove ci sono le risposte più chiare è quello del Dental Labor n.1 2009, sul quale pubblicai una “lettera aperta ai dentisti italiani” (foto 3).

Forse dopo questa pubblicazione sul “Corriere della Sera” basata su dati dell’ANDI è bene ripetere e approfondire quanto avevo già scritto.

Di chi è la colpa? Della crisi? Certamente, ma solo in parte.

E’ strano che un associazione come l’Andi, che ha i suoi uomini inseriti anche nelle istituzioni, pensi che non abbia responsabilità dirette e oggettive su quanto accade a livello politico-economico generale e ancor più nella politica di settore.

Faccio anche una parentesi sui dati forniti, perché non mi è chiaro il percorso statistico-scientifico con il quale si arriva ai numeri.

Se per caso il metro è quello usato per descrivere l’abusivismo, allora non è difficile capire che non ci siamo.

Quando si forniscono dei dati, il modo più preciso per dire cosa sta accadendo, dovrebbe essere la dichiarazione dei redditi, ma si sa che anche qui il virtuale ed il reale non sempre vanno d’accordo, allora si dovrebbe chiedere prima di tutto: “Quante partite IVA sono state chiuse tra i dentisti?”.

Gli odontotecnici sono passati da circa 20.000 a 13.00 (Fonte studi di settore), con l’inglobamento anche di chi in realtà il laboratorio non ce l’ha più, e lavora come ambulante.

Questi sono dati oggettivi sulla crisi!

Ora la colpa del “tracollo”, secondo questo articolo, sarebbe da attribuire alla Vitaldent, ecc… e alle società di capitali in generale ecc… L’abusivismo è stranamente finito ultimo! Nossignori! la maggior responsabilità (anche se non l’unica) è di tutta la corporazione odontoiatrica, che ha sempre fatto una politica egoista e non di settore.

Chi è al vertice del sistema, come lo sono i dentisti, non può sfuggire dalle responsabilità, soprattutto quando queste sono state poste loro davanti per molto tempo, dagli altri operatori nel comparto dentale.

Il CIO (Collegio Italiano Odontotecnici), ha dovuto provare a sopperire alle carenze di trasparenza del sistema, aprendo gli Sportelli al Cittadino, perché per primo ha capito che il problema era di vera e propria trasparenza e di garanzia sociale di tutto il sistema.

Stucchevoli furono le risposte in TV dei rappresentanti dei dentisti, quando si chiedevano loro i motivi delle fughe all’estero dei pazienti: “Le assistenti costano care! Gli odontotecnici Italiani costano cari!“ La gente fa 2+2 e decide di andare dove tutto ciò costa meno, consapevole anche del fatto che molti dentisti Italiani, di fatto, non si fanno pagare la loro prestazione ma “ricaricano” su ciò che acquistano in maniera, a volte, indegna.

La verità è che la gente non si fida della maggior parte dei dentisti Italiani, e nemmeno le Unioni dei Consumatori, alcune delle quali hanno addirittura invitato i cittadini ad andare all’estero a causa del fatto che non ricevevano risposte di chiarimento dalle AAOO dei dentisti italiani.

Il CIO ha fatto un accordo con la Federconsumatori e altre sigle a livello locale, per aprire i laboratori alla gente e fare in modo che essa potesse capire meglio come spendere bene i propri soldi, dal dentista per la protesi.

I dentisti intelligenti hanno iniziato a capire che questo è il sistema per riavere la fiducia della gente.

L’esempio che feci molto tempo fa è quello della cucina aperta del ristorante e della esaltazione del cuoco, altro che nascondere l’odontotecnico dietro un numero!

Secondo l’articolo del “Corriere della Sera”, il dott. Callioni, ex presidente ANDI, affermerebbe che la maggior sofferenza “psicologica”, l’avrebbero i dentisti di 50 anni, che non sarebbero più in grado di adattarsi a tenori di vita più bassi “costretti a rinunciare al tenore di vita precedente…”. Hai capito??

Non si potrà più girare con macchine da 100.000 euro!

Un vero problema! Vivere con l’affitto di qualche decina di appartamenti e la barca da ormeggiare, potrebbe trasformare il periodo per arrivare alla misera pensione, in un periodo di depressione, tale da dover chiedere un ricovero forzato in qualche residence alle Maldive!! L’ affermazione sopracitata fa il pari con quella di un altro dirigente di associazione dentistica (che non nomino per non aumentarne la “fama”) che in occasione degli amici di Brugg avrebbe manifestato l’ intenzione di chiedere allo Stato Italiano il rimborso dei costi per l’Ecm………………silenzio!!!!!!!!!!!! non so perché… ma quando sento certe cose mi viene subito in mente una espressione tipica del grande Alberto Sordi … “Questo me lo cacci fori!!!!!!!!!”

La colpa di tale tracollo sarebbe da attribuire alle società di capitali, al franchising, all’abusivismo, alla crisi, ecc… Balle!!!! La mancanza di trasparenza di vera fiducia e di vera corrispondenza tra prezzo pagato e qualità ricevuta è il vero cancro di questo sistema odontoiatrico italiano.

Chi lavora bene, con un rapporto serio e paritario con l’odontotecnico, ha investito su se stesso seriamente, sulla professionalità vera e non ha trasformato il suo studio in un negozio, ma ha mantenuto la serietà e la sobrietà di un vero studio medico, può guardare al futuro con più ottimismo, anche senza la Jaguar nel garage.

Chi collaborerà con il suo odontotecnico di fiducia e lo vedrà come valore aggiunto dello studio, anche nel reperimento clientela e nella fidelizzazione, farà un vero salto di qualità, legato ad una vera operazione trasparenza, senza la quale, questo settore non ha futuro.

Non a caso, gli odontoiatri Italiani che hanno avuto più successo nel mondo, sono quelli legati a grandi odontotecnici e non mi sembra che tra i dirigenti delle AAOO sindacali dentistiche ce ne siano molti.

Anche i dentisti, ormai abbagliati dal digitale (che eliminerebbe il costo del laboratorio) dovrebbero capire che continuando ad eliminare l’uomo, elimineranno se stessi, perché ciò che oggi sembra cancellare l’odontotecnico, ha già iniziato ad eliminare il dentista, così come lo conosciamo, e non vorrei che tra qualche anno, fossi costretto dagli eventi a scannerizzare anche questo articolo e a togliermi altri sassi dalle scarpe, sarebbe meglio sedersi tutti ad un tavolo per trovare serie soluzioni che possano migliorare lo stato di salute di tutti gli operatori del dentale.


 
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