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OMiI Archivio News 21 Febbraio 2012 Troiani e il DdL Rondini

 

Troiani interviene sul profilo e sul PdL Rondini

Riceviamo questo scritto dall'Ex Segretario CNA Maurzio Troiani sulla questione del profilo ed in particolare sulla Proposta di Legge dell'On. Rondini appoggiata dall'Antlo e, con enfasi diverse, anche dalle altre aaoo. Ci fa piacere notare che, seppur in termini molto più pacati e meno polemici dei nostri, Troiani condivide le nostre critiche alla PdL Rondini, sia per la sede in cui è stata presentata, per la certezza del suo affossamento, per il modo sconclusionato in cui è stata formulata ed anche per come viene indebitamente introdotta nei documenti ufficiali delle aaoo, sulla base dei quali dovrebbero poi interloquire con il Ministero. Ci fa inoltre piacere che Troiani finalmente confermi quello che purtroppo noi diciamo da sempre, una verità amara, ma pur sempre verità, cioè che nonostante la famosa sentenza della Corte Costituzionale di qualche hanno fa, gli odontotecnici continuano ad essere “arte ausiliaria” o, se non lo sono più, non sono ancora “professione sanitaria”, sono rimasti cioè nel guado. Per ultimo notiamo con stupore e con piacere che le citazioni in latino nel lungo scritto sono ridotte ai minimi termini; non possiamo che concludere che l'andare in pensione gli ha fatto bene! E ora diamo la parola all'Ex Segretario CNA (pf)

 

Profilo e PdL Rondini

di Maurizio Troiani

Mi è stato chiesto un parere sulla Proposta di Legge n. 4125 presentata alla Camera dei Deputati il 1 marzo 2011, firmatario l’on. Marco Rondini e altri otto Deputati della Lega Nord, assegnata alla Commissione Affari Sociali in sede referente il 28 marzo 2011. Lo stesso on. Rondini, sempre in materia di profilo, ha poi presentato il 1 febbraio 2012 una interrogazione al Ministro della salute successivamente ritirata l’8 febbraio u.s.

Per quanto mi è dato sapere, su tali iniziative legislative dell’on. Rondini sembra ci sia più di un sostegno specie da parte di alcune aaoo, anzi qualcuna di questa sembra essere stata l’ispiratrice. Su tale questione – le scelte politico-strategiche delle aaoo – sento il dovere di astenermi in virtù degli incarichi ricoperti per anni e al ruolo svolto in materia di profilo per circa 12 anni fino all’ottobre 2009.

Le mie riflessioni - per quanto possano contare e soprattutto interessare - vertono quindi sia sullo strumento utilizzato, e cioè la via “parlamentare”, sia sui contenuti della PdL, tenendo comunque ben presente una premessa.

Ritengo cioè estremamente importante che un Deputato, sia pure di un partito d’opposizione, prenda a cuore la vicenda del profilo degli odontotecnici e non si limiti solo alla mera presentazione di una PdL, ma rafforzi questa iniziativa con una specifica interrogazione al Ministro della salute, anche se successivamente ritirata, e pubblicizzi questa sua posizione di sostegno alle sacrosante ragioni degli odontotecnici in una sede, come il Forum organizzato l’11 febbraio u.s. dall’UNIDI a Milano, dove erano presenti i rappresentanti delle associazioni dell’intero settore dentale.

Non importa che in passato – anche remoto - altri rappresentanti del Parlamento, sia di maggioranza che di opposizione, abbiano firmato altre PdL sul profilo e abbiano sostenuto pubblicamente il loro sostegno alle ragioni degli odontotecnici. E’ invece importante che in Parlamento ci sia qualcuno disposto a sostenere le battaglie di una categoria che certo non ha potuto mai contare molto su “santi in paradiso”.

Riconosciuto doverosamente l’onore al merito dell’on. Rondini, vorrei soffermarmi sullo strumento usato quello cioè della presentazione di una PdL prima ancora di approfondirne i contenuti.

Rammento che fino alla fine degli anni novanta le aaoo facevano a gara a far presentare a parlamentari di maggioranza e di opposizione - secondo le ispirazioni ideali delle singole aaoo - PdL vari sul profilo invariabilmente fermi alla semplice presentazione e quasi mai oggetto di discussione.

Al di là della buona fede dei firmatari di queste PdL e delle stesse aaoo proponenti, tali iniziative legislative - per quanto si sa – nelle varie Legislature hanno soltanto trovato purtroppo l’onore degli archivi parlamentari e peraltro se avessero invece conosciuto la sede dibattimentale, la lobby degli oppositori storici al profilo e cioè la classe medica che tanta forza ha in sede parlamentare avrebbe sicuramente fatto in modo di non far passare alcuna iniziativa in materia.

E se ciò è vero quando la produttività legislativa del Parlamento era in maniera incommensurabilmente superiore all’attuale, a maggior ragione oggi qualche dubbio solleva la possibilità di un dibattito anche in sede di Commissione visto che l’attuale XVI Legislatura ha impegnato il Parlamento pressoché completamente non in lavori su iniziative legislative autonome, quanto su quelle governative.

Alla fine degli anni novanta CNA-SNO scoprì l’esistenza del DLGS 502/92 che prevedeva la regolamentazione delle professioni sanitarie e quindi del profilo degli odontotecnici senza “passare” per il Parlamento. In realtà tale “strumento” era stato perorato negli anni precedenti dal CROI, un comitato toscano animato dal compianto Filippo Francolini e dall’attuale Presidente CNA di Firenze, Mauro Fancelli, senza però avere – non si capisce ancor oggi il perché – il consenso e il sostegno da parte delle aaoo.

Peraltro, non poca fatica abbiamo dovuto sopportare come CNA-SNO per convincere anche alla fine degli anni novanta le altre aaoo sulla bontà del DLGS 502/92, aaoo spesso ingenuamente “incantate” da certe non disinteressate sirene ministeriali (non solo del Ministero della salute) che promettevano mari e monti se si sceglieva una via alternativa rispetto alla regolamentazione del profilo come professione sanitaria e quindi attraverso la via parlamentare.

Il non aver seguito l’indicazione del CROI prima e l’aver poi perso tempo anche dietro certe sirene ministeriali è risultato esiziale successivamente quando, proprio in vista del compimento del percorso previsto dal DLGS 502/92, è intervenuta la modifica del Titolo V della Costituzione.

Se si fosse terminato il percorso non ad ottobre 2001 ma soltanto nella primavera 2001, allorchè il Parlamento approvò la modifica del Titolo V della Costituzione, a quest’ora avremmo avuto da oltre 10 anni il profilo e nella versione più adeguata approvata dal CSS nel 2001.

Insomma, una analisi storica della vicenda del profilo non può non imputare a incredibili vicende e sfortunate coincidenze la mancata realizzazione dell’obiettivo, ma certo anche certe carenze da parte delle aaoo hanno giocato un ruolo negativo.

Risulta altresì ancora una volta dimostrata l’assoluta indispensabilità di una conoscenza adeguata e approfondita delle vie legislativo-normative da seguire, oltre alle capacità sindacali di costruire un fronte di alleanza senza il quale non si può pensare di ottenere alcun obiettivo.

In breve, per tornare alla PdL Rondini, va quindi sottolineata l’assoluta “inattività” dell’iter di approvazione. Presentata infatti il 1 marzo 2011 e assegnata alla Commissione Affari Sociali in sede referente il successivo 28 marzo, così come assegnata è rimasta.

Se infatti si verifica lo stato dell’arte della PdL in Commissione, non risultano in questo anno trascorso né emendamenti, né esame alcuno, né alcun dibattito, né dossier disponibili, tanto meno votazioni. Tutto lascia supporre, a un anno dalla conclusione della Legislatura, che anche la PdL Rondini andrà ad ingrossare gli archivi parlamentari come altri autorevoli precedenti.

Se invece, come d’incanto, si dovesse procedere alla sua discussione verrebbero sicuramente evidenziate alcune incongruenze di merito e tra queste vorrei soffermarmi esclusivamente su due.

La PdL Rondini, sia nella presentazione che nell’articolato, parla espressamente di “adeguamento del profilo sanitario dell’odontotecnico” mentre riserva (comma 3 dell’art.1) solo allo “odontotecnico titolare di laboratorio odontotecnico” la possibilità di collaborare con il clinico per le famose prove di congruità.

Per quanto riguarda il cosiddetto “adeguamento” del profilo sanitario dell’odontotecnico, risulta davvero impossibile “adeguare” una cosa che non esiste, in quanto l’odontotecnico non è ancora legislativamente regolamentato come professione sanitaria.

Infatti le professioni sanitarie in quanto tali sono state disciplinate in Italia dapprima con il DLGS 502/92 e dopo la modifica del Titolo V che implica la cd legislazione concorrente Stato-Regioni con la procedura prevista dall’art. 5 della Legge 43/2006.

Essendo incappato, alla fine del percorso, il profilo degli odontotecnici con il DLGS 502/92 nella modifica del Titolo V e rimasto “appeso” alla sospensione operata dalla Conferenza delle Regioni nel dicembre 2009 in attuazione di quanto previsto dall’art. 5 della Legge 43/2006, l’odontotecnica risulta ancor oggi – dal punto di vista legislativo – una arte ausiliaria delle professioni sanitarie, non una professione sanitaria.

Questo al di là di qualsiasi tipo di forzatura e strumentalizzazione che legittima in sede di discussioni sindacali - e personalmente ne ho ampiamente fatto uso in più occasione e sedi - non può trovare alcuna ragione d’essere in sede legislativa.

Si tratta quindi di distinguere quando si discute “de jure” da quando “de facto”.

Nessuno infatti può disconoscere che l’odontotecnico opera nel settore sanitario, lo riconoscono le direttive comunitarie in materia di dispositivi medici su misura, ma anche il regime fiscale degli stessi che, esentandoli dal regime IVA ben prima dell’avvento della stessa Direttiva 93/42 nel giugno 1998, riconoscevano le protesi odontoiatriche quali parti della prestazione medica e, in quanto tali, esenti IVA.

Ma questo riconoscimento “de facto” del carattere sanitario dell’attività odontotecnica non presuppone automaticamente un riconoscimento “de jure” in quanto non si sono esaurite le procedure previste e niente è stato pubblicato in GU (Gazzetta Ufficiale).

La Legge 43/2006, è allo stato l’unica via legislativa per il riconoscimento “de jure” del carattere sanitario dell’attività odontotecnica, in quanto solo tramite tale Legge si sostanzia quanto disposto dalla modifica del Titolo V della Costituzione in materia di legislazione concorrente Stato-Regioni.

Ritengo altresì personalmente, salvo prova contraria, che solo attraverso tale Legge e comunque attraverso un nuovo accordo Stato-Regioni si possa perfino “adeguare” una professione sanitaria già disciplinata (non il profilo sanitario degli odontotecnici che non esiste) e non attraverso un provvedimento legislativo di una sola “parte” sia pur importante come il Parlamento, in quanto ciò contrasterebbe con il principio della Legislazione concorrente.

Una certa curiosità assume il fatto che proprio da parte di un rappresentante di una forza politica e parlamentare – come la Lega Nord Padania - che sulle prerogative degli Enti locali ha costruito non solo le proprie fortune, ma ne ha fatto elemento indissolubile del proprio DNA politico, si tenda a sminuire o a sottrarre tale competenza alle Regioni.

Il Parlamento ovviamente ha la facoltà di provvedere alla regolamentazione di un nuovo profilo dell’odontotecnico ma in un ambito diverso da quello delle professioni sanitarie .

Può essere una scelta sindacale che rientra nell’ambito delle funzioni delle aaoo e su questo non mi azzardo – come specificato – salvo evidenziare che tale scelta ritroverebbe di fronte quanto si sono trovati di fronte generazioni e generazioni di dirigenti sindacali degli odontotecnici: la lobby medica presente in Parlamento.

A tal proposito sottolineo che in passato, quando mi interessavo istituzionalmente di tale materia, ho più volte rifiutato tale strada – il profilo non nelle professioni sanitarie e disciplinato per via parlamentare - che mi veniva proposta da quanti più si erano battuti sul versante ordinistico contro il profilo stesso, anche se tale proposta prevedeva un iter formativo a livello universitario ma non nella facoltà di medicina e per quanto riguarda le competenze le stesse prove di congruità come previste nel 2001 dal Consiglio Superiore di Sanità. Una proposta certamente allettante per quanto riguardo le possibili nuove competenze che finalmente superavano il RD 1928, ma assolutamente aleatoria rispetto alle probabilità d’approvazione.

Si, forse sarà il caso prima o poi di scrivere questa benedetta Storia del profilo, ne verrebbero fuori aneddoti e fatti che risulterebbero ai più incredibili e tra gli altri quello durante una cena pre-natalizia del 2008 dove sono dovuto intervenire (reclamando di non rubarmi il mestiere di segretario degli odontotecnici) su un noto esponente odontoiatrico che con forza protestava contro i rappresentanti del Ministero per quello che all’epoca sembrava essere la contrarietà delle Regioni alla disciplina del profilo fra le professioni sanitarie.

Ma anche altri aspetti dell’annosa vicenda del profilo, ai più sconosciuti, sarebbero da pubblicare come da ultimo il ripensamento – grazie all’opera di qualche sfessato - da parte dello stesso autore delle famose “tre righe” che di fatto ha riportato il testo del profilo nel novembre 2008 al RD 1928 e il successivo accordo con i rappresentanti regionali intercorso nel settembre 2009 che però non ha trovato una sanzione normativa grazie alle eccezioni avanzate nel dicembre 2009 dal rappresentante dell’Abruzzo che ha indotto il Presidente della Conferenza delle Regioni a sospendere l’iter… a sospendere, non a terminare.

Tornando però all’esame della PdL, risulta infine curioso che nell’articolato si usi alternativamente il termine di “odontotecnico” e di “titolare di laboratorio odontotecnico” riservando solo a quest’ultimo la possibilità di superare il RD 1928 quasi che tra coloro che più di una volta abbiamo con ragione definito “figli di un Dio minore” e cioè gli odontotecnici esista la volontà a loro volta di creare la figura dei “figli dei figli di un Dio minore” e cioè l’odontotecnico non titolare di laboratorio cui è precluso – chissà perché – il superamento del RD 1928. Una vera e propria discriminazione senza alcuna ragione.

Mesi fa ho esternato tali mie perplessità a dirigenti della aaoo che più di altre si è fatta promotrice del PdL e tali dirigenti hanno replicato a tali mie perplessità che il tutto era stato verificato dall’ufficio legislativo della Lega Nord Padania e che quindi non dovevo preoccuparmi.

Ho ovviamente rispetto dell’ufficio legislativo della LNP ma con la più sincera umiltà, continuo ad avere intatte le mie preoccupazioni, pronto comunque a brindare e festeggiare chiunque riesca a far ottenere un giusto e adeguato profilo agli odontotecnici.

Maurizio Troiani






 
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