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OMiI Archivio News 22 Giugno 2012 Intervista a Maurizio Troiani

Ancora sul Profilo

Intervista di OdontotecnicamadeinItaly (OMII) a Maurizio Troiani

Il 21 Febbraio scorso abbiamo pubblicato su questo forum e poi sulla nostra rivista Dental Labor un intervento di Maurizio Troiani Ex Segretario Sno/Cna sulle ultime vicende riguardanti il Profilo degli Odontotecnici, ed in particolare sulla proposta di legge, alquanto bizzarra, dell'On. Rondini. Ci sono stati diversi interventi a seguire, sia sul nostro forum che in altre sedi, e gli incontri fra le associazioni e fra le associazioni e il Ministero della Salute sono continuati. Maurizio Troiani ci ha chiesto di intervenire ancora sulla questione e ci è sembrato giornalisticamente più interessante farlo con un'intervista. 


OMII: Ci sono novità interessanti da comunicare ai frequentatori del nostro forum sulle vicende legate al nuovo profilo degli odontotecnici?

TROIANI: Nei giorni scorsi si sono svolte alcune riunioni sia fra le aaoo, sia al Ministero sulle principali tematiche della categoria a cominciare dal profilo. Su tale annosa questione si è evidenziato una positiva, sostanziale unità di posizioni fra quasi tutte le aaoo. Solo una aaoo si è distinta, richiedendo la verifica di eventuali vie alternative, raccogliendo non solo la freddezza delle altre aaoo ma rimediando anche una “brutta figura” di fronte agli interlocutori istituzionali.


OMII: Da quanto trapela, una delle aaoo ha voluto verificare se oltre l’iter stabilito dalla legge sulle professioni sanitarie, si poteva individuare in un Decreto Legge lo strumento per ottenere dopo 84 anni il nuovo profilo professionale.

TROIANI: Innovare nel nostro Paese la disciplina che regolamenta una attività è sempre complesso e necessita tempi lunghi. Per il profilo professionale, tale assunto generale moltiplica in modo esponenziale sia la complessità che la lunghezza dei tempi non solo per le resistenze opposte dal mondo odontoiatrico, ma anche e soprattutto per la stessa complessità e lunghezza dei tempi occorrenti all’adempimento di quanto stabilito dall’art. 5 della legge 43/2006 sulle professioni sanitarie che – non dimentichiamolo mai – risponde a quanto richiesto dal Consiglio di Stato nell’aprile 2002 a fronte dell’intervenuta modifica del Titolo V della Costituzione che ha introdotto la cosiddetta “legislazione concorrente” fra Stato e Regioni. Pertanto se si vuol regolamentare il nuovo profilo professionale nell’ambito delle professioni sanitarie – e questo è stato da sempre la volontà delle categoria – non esiste altro strumento legislativo che quanto disposto dalla legge 43/2006 sulle professioni sanitarie. Questo concetto di base è stato più volte illustrato e spiegato nei minimi dettagli in tutte le sedi e in tutte le forme possibili e immaginabili. Anche commentando la PdL Rondini, tale concetto ho cercato di spiegarlo in maniera così chiara che anche sprovveduti dirigenti, come taluni si sono dimostrati di essere, avrebbero potuto comprendere. Vorrei ribadire pertanto che tale via non è la via prediletta da Battistelli o tanto meno da Troiani o da chissà chi, ma la via stabilita dal Parlamento Italiano. Se lo mettano bene in testa gli apprendisti stregoni delle scorciatoie legislative che non esistono.


OMII: Si può avviare un nuovo strumento legislativo come il Decreto Legge, posto che ci sia la volontà politica, per avere un nuovo profilo?

TROIANI: Se si vuol regolamentare l’attività odontotecnica al di fuori delle professioni sanitarie c’è la via del Disegno o Progetto di Legge non certo il Decreto Legge. Non c’è bisogno di aver fatto approfonditi studi giuridici, di aver sostenuto pesanti esami universitari di diritto o avere alle spalle decenni di esperienza sindacale, basta ogni tanto evitare la lettura della Gazzetta dello Sport e seguire le cronache politiche, oppure ascoltare i pastoni politici che ogni sera numerosi telegiornali propinano o, infine, far ricorso alla stessa Wikipedia (la biblioteca degli sfaticati) la quale sul “decreto legge” spiega: “Un decreto-legge è un provvedimento provvisorio avente forza di legge, adottato in casi straordinari di necessità e urgenza dal Governo. Entra in vigore immediatamente dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, ma gli effetti prodotti sono provvisori, perché i decreti-legge perdono efficacia sin dall'inizio se il Parlamento non li converte in legge entro 60 giorni dalla loro pubblicazione. “ Quindi chi ha proposto di verificare la fattibilità del profilo attraverso lo strumento del Decreto Legge, posto che ne conoscesse le conseguenze, ha inteso disattendere la volontà più volte e in più sedi espressa dall’intera categoria di regolamentare il nuovo profilo nell’ambito delle professioni sanitarie. Sarebbe interessante chiedere a Lor Signori chi e quando ha dato loro il mandato di disattendere la reiterata volontà della categoria. Sarebbe anche interessante chiedere, sempre a Lor Signori, come riuscirebbero a convincere l’attuale Ministero della salute – già capo dell’ufficio legislativo e consigliere giuridico di qualche precedente Ministro alla salute – ad adottare tale strumento e come il Ministro riuscirebbe a convincere – tra un G20, la crisi dell’Eurozona, le resistenze della Merkel e i mal di pancia della sua maggioranza – il Presidente del Consiglio a farlo votare in Consiglio dei Ministri, ma soprattutto dove ricorrerebbero per il Governo i requisiti posti per l’adozione del Decreto Legge dall’art. 77 della Costituzione in termini di straordinarietà, urgenza e necessità. Dovrebbero infine, sempre Lor Signori, spiegare a quali “quadrate, numerose e combattive legioni” di parlamentari alla Camera e al Senato possono contare per far in modo che entro 60 giorni questo fantomatico Decreto Legge venisse approvato. Conosco molto bene l’interlocutore istituzionale cui è stato improvvidamente posta tale domanda e, al di là delle parole e dell’imperscrutabilità dell’atteggiamento conseguente tipico di certi gentiluomini meridionali, penso di conoscere anche molto bene cosa gli sia potuto saltare in mente quando è stato formulata l’opzione del Decreto Legge.

OMII: Sembra però che l’adozione del Decreto Legge sia stato suggerito per il profilo a questi dirigenti dagli esperti legali della loro Confederazione.

TROIANI: Ritengo assolutamente destituita di fondamento tale affermazione. Se fosse vero quanto affermato quella Confederazione dovrebbe licenziare in tronco ogni rapporto con tali esperti legali e chiedere la loro radiazione dal rispettivo albo per dimostrata incapacità professionale. Lor Signori quindi non solo hanno dimostrato la loro totale ignoranza in materia, assolutamente inconcepibile in chi si picca di essere “dirigente nazionale”, ma hanno trascinato nella voragine della loro brutta figura anche la Confederazione di appartenenza. Dopo i vari flop delle poche loro iniziative messe in cantiere, ultimo quello organizzato a Gli Amici di Brugg nelle scorse settimane, si aggiunge questo flop davanti agli interlocutori istituzionali: un record davvero poco invadibile.


OMII: Ma come è possibile commettere tali errori?

TROIANI: In tema di profilo in questi ultimi anni ne ho lette e viste di tutti i colori. Da chi riteneva che si potesse ottenere il profilo in via giudiziaria attivando le competenti sedi comunitarie, non dimostrando però mai sulla base di quale presupposto giuridico, a chi riteneva che si era finalmente ottenuto da qualche Regione la possibilità per l’odontotecnico di stare finalmente a studio, litigandosi tra dirigenti di diverse aaoo addirittura la progenitura di tale “storica” conquista. Da chi pensava di ottenere il profilo in ambito sanitario per via parlamentare, a chi come specifica Commissione delle aaoo ha formulato una proposta che nello stesso tempo non teneva conto della procedura prevista dalla Legge facendo ritornare il testo all’esame del CSS e persino cassava alcune parti fondamentali a tutela dell’odontotecnico. Mi ha quindi fatto particolare piacere sapere che la stragrande maggioranza delle aaoo ha finalmente imboccato la strada giusta, non facendosi condizionare da alcunchè e/o da inutili e dannosi protagonismi. Nel caso di specie (quello ultimo del DL) credo che abbiano giocato – se ho ben capito quanto mi è stato riferito – altri fattori ancor più gravi della non conoscenza della materia e riconducibili alla volontà di dimostrare quanto le tesi e le posizioni di altri, soprattutto visti come avversari e non come persone di ben altra esperienza, siano confutabili. In breve un diabolico mix di ignoranza e malafede. Per dirla in altre parole, se taluni (il sottoscritto prima e adesso Battistelli) hanno indicato ed ora indicano che la via da seguire per regolamentare il profilo come professione sanitaria è solo e soltanto quanto previsto dall’art. 5 della legge 43/2006, Lor Signori non vanno a verificare se ciò corrisponde o meno al vero – il che evidentemente significare per Lor Signori un’ostacolo incompatibile con le loro capacità – ma si “inventano” ogni possibile cosa per contrastare quanto affermato da quelli che considerano, non so perché, loro avversari. Se poi conseguono incredibili brutte figure per se stessi e per le aaoo di riferimento tali da doverli indurre a più miti consigli se non alle dimissioni, poco importa: non hanno nessuno cui rendere conto o almeno così credono.


L’articolato del profilo che dal 2001 ai nostri giorni ha subito come noto varie modifiche, non è un confuso affastellarsi di successive mediazioni, ma la sintesi di una serie di spinte e controspinte che hanno trovato un loro equilibrio più o meno accettabile ma che comunque risponde di fatto a determinati requisiti fra le richieste della categoria, il contesto normativo di riferimento e le complesse procedure previste per la formulazione della bozza di schema. Affrontare tale materia senza la necessaria conoscenza, esperienza, competenza e certosina attenzione potrebbe comportare per il buon esito finale ma soprattutto per le istanze della categoria effetti deleteri se non disastrosi. Voglio a tal fine citare due esempi emersi dal testo approvato in seno al CSS nel luglio 2007. Con l’inserimento di una semplice “E” tra gli aggettivi “clinico” e “progettuale”, di fatto si sanzionava per l’odontotecnico il venir meno della competenza nella cosiddetta “progettazione esecutiva” del dispositivo. Abbiamo dovuto faticare non poco, sia presso il Ministero, sia presso la Commissione Salute delle Regioni, producendo una quantità impressionante di documentazione per ristabilire un diritto già sanzionato da sentenze del Tar Lazio, da Direttive UE e da circolari ministeriali. Di contro nello stesso testo l’aver posto l’interlocuzione “al di fuori del cavo orale” fra due virgole dopo la dizione “ottimizzazione” ha di fatto salvato “ le prove di congruità”. Insomma, strapazzare certi testi, certi strumenti legislativi e anni di dure lotte e mobilitazione della categoria da parte di certi incompetenti è a dir poco insopportabile, affermando ciò non per stupida, inutile gelosia e difesa di quanto fatto in passato. Mi preoccupa infatti e non poco che “quanti hanno avuto in consegna una Ferrari senza essere in grado di guidare un carrello del supermercato” (il riferimento è alla aaoo che hanno avuto in consegna di dirigere, secondo la felice definizione di un collega) con le conseguenze note ai più, adesso non estendano la loro “forza distruttiva e incompetente” anche su materie per le quali da decenni la categoria sta lottando


OMII: E’ mai possibile che tutto ciò possa accadere e perché?

TROIANI: Bisognerebbe avere una dote che pochi hanno dimostrato di avere: l’umiltà. Umiltà di comprendere che in questi 12 anni di lotte sindacali per il profilo (di cui gli ultimi 3 anni passati pressoché inutilmente e per taluni nella beatitudine dell’autocompiacimento di un titolo come quello di Presidente Nazionale ogni giorno sempre più senza significato e autorevolezza, ma anche spargendo a piene mani denigrazioni gratuite), in materia di profilo a livello istituzionale ci si è confrontati con il fior fiore non solo del mondo accademico e amministrativo, ma anche in prestigiose sedi di confronto quando non di scontro. Dal 29 febbraio 2000, quando è partito il confronto al Ministero della salute, ci si è confrontati con Capi di Dipartimento, Direttori Generali delle Professioni Sanitarie e Uffici Legislativi di più di un Ministero, ma anche con Ministri e Sottosegretari (non solo del Ministero della salute) di diversi Governi. Ci siamo altresì confrontati con il fior fiore istituzionale della Sanità e dell’Università quando è stata richiesta la nostra audizione presso il Consiglio Superiore di Sanità sia nel luglio 2001 che a giugno 2007 contribuendo a collaborare attivamente con gli stessi esperti nominati dal CSS. Insieme al Ministero nel 2002 abbiamo contribuito a formulare quella disposizione legislativa che attuasse quanto disposto dal Consiglio di Stato nell’aprile 2002 dopo la modifica del Titolo V della Costituzione, perorando presso le Commissioni parlamentari di Camera e Senato l’approvazione di quella che poi è stata pubblicata in GU come Legge 43/2006 sulle professioni sanitarie. Dopo il parere espresso dall’apposita Commissione costituita nell’ambito del CSS, siamo riusciti a far modificare il parere negativo di alcuni Ministeri (es. Ministero delle attività produttive), ma anche a far correggere alcune parti non insignificanti e da tutti trascurate come in materia di progettazione esecutiva. Abbiamo operato attivamente e in collaborazione con le istanze della Conferenza delle Regioni, con la Segreteria della Conferenza Stato-Regioni e con il Ministro delle Regioni, confrontandoci spesso con insigni luminari amministrativisti. Siamo altresì riusciti a far modificare le posizioni di quanti inopinatamente con l’inserimento di alcune righe avevano di fatto reso inutile tutto l’impegno e tutte le lotte sindacali che la categoria aveva sostenuto nel corso di tutti questi anni, riportando il profilo al 1928….……poi arrivano un paio di Carneadi che evidentemente non conoscono affatto la differenza fra Decreto Legge, Decreto Legislativo e Progetto o Disegno di Legge; che non hanno mai avuto l’umiltà di leggere, non di capire, ma solo di leggere la Legge 43/2006; che non conoscono affatto tutte le vicissitudini di quasi 10 anni di confronti e scontri e mobilitazione di categoria e………. ipotizzano l’adozione di un semplice Decreto Legge, dando di fatto del babbeo non solo a quanti si sono impegnati da parte delle aaoo, ma a tutti coloro che hanno rappresentato le Istituzioni in tutti questi anni. Insomma arrivano Lor Signori che “senza saper né leggere né scrivere né far di conto” (secondo la definizione di un mio professore universitario quando indicava chi voleva raccontar balle in sede di esame) ci dicono: “Brutti fessi, ma non vi eravate accorti che la soluzione – un Decreto Legge - era così semplice e a portata di mano?In questo senso immagino cosa potesse albergare nella mente di quell’interlocutore istituzionale quando è stata formulata l’ipotesi del Decreto Legge.

Mi compiaccio quindi e non poco della saggezza e della lungimiranza delle altre aaoo, di chi ha avuto l’umiltà di rispettare 10 anni di impegni, di lotte e di mobilitazione della categoria ma anche di rispettare gli interlocutori istituzionali. E’ senz’altro, a mio modesto avviso, un buon viatico per giungere positivamente alla meta.




 
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