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OMiI Archivio News 6 Marzo 2013 Editoriale Dental Labor n. 6 2012

Editoriale Dental Labor n. 6 2012

Abusivismo odontotecnico

Un fenomeno dilagante che va fermato

di Giovanni Bignardi

 

Ci siamo già soffermati sul fenomeno dell'abusivismo odontotecnico nei numeri scorsi. In questi ultimi due anni le associazione odontotecniche si sono contrapposte in modo più o meno efficace a quelle odontoiatriche, in particolare all'Andi, sulla questione dei manufatti protesici realizzati in studio, nel caso specifico del Cerec. Nel 2011 vi è stato prima un parere molto penalizzante (per gli odontotecnici) da parte del Ministero della Salute secondo il quale gli odontoiatri, utilizzando il Cerec, non realizzavano un dispositivo protesico, bensì adattavano nell'ambito della loro prestazione, un dispositivo preesistente (il blocchetto fresato). Mancando poi la commercializzazione del dispositivo, veniva a mancare la necessità (sempre a parere del Ministero della Salute) di emettere certificazioni.

Le Associazioni Odontotecniche, ma anche i NAS, hanno successivamente insistito sul fatto che ci doveva essere comunque, come minimo, una tracciabilità dei materiali utilizzati in studio per cui nell'Aprile 2012 il Ministero della Salute ha pubblicato un'altra circolare che conteneva una serie di raccomandazioni a cui lo studio avrebbe dovuto attenersi (ma senza prevedere sanzioni per gli inadempienti!) che comprendono: a) aderire da parte dell'odontoiatra alle istruzioni del fabbricante di blocchetti (raccomandazione poco significativa). b) Fornire al paziente tutte le informazioni del caso, avvertenze, materiali, ecc. (raccomandazione un po' sciocchina, visto che i dentisti in Italia non sono nemmeno obbligati a consegnare la dichiarazione di conformità della protesi redatta dal laboratorio o le specifiche degli impianti utilizzati). c) la rintracciabilità dei materiali utilizzati ed è inoltre tenuto a comunicare al Ministero della Salute ogni eventuale incidente causato dall'uso della macchina. Come rilevato in precedenza, le raccomandazioni del Ministero non prevedono nessuna sanzione per il trasgressore, per cui non si capisce che tipo di efficacia possano avere nella realtà.

Nel frattempo la tecnologia procede sempre più velocemente. Sempre più aziende sviluppano gli scanner intra-orali per sviluppare le impronte, e alcuni odontoiatri, magari a loro volta abbindolati da qualche astuto venditore, pensano di potersi fare tutto in casa, o meglio, in studio, invece di, come sarebbe corretto, acquistare lo scanner e inviare il file al laboratorio odontotecnico dotato di fresatore. Ma l'assalto alla diligenza (alle prerogative del laboratorio odontotecnico) non si limita al fresatore in studio. Abbiamo ricevuto nei giorni corsi la segnalazione da un nostro socio di un corso termoformatura organizzato presso la Ditta Dentaurum che insegna l'uso di una macchina che permette di realizzare un bite direttamente in studio senza farlo fabbricare in laboratorio. La cosa “simpatica” è che la pubblicità di questo corso di termoformatura, come pure quella che pubblicizza i corsi del Cerec è che insieme agli odontoiatri vengono esplicitamente invitate anche le assistenti, la qual cosa dimostra quello che tutti noi sappiamo da molto tempo, e cioè che il dentista che compra queste macchine non le vuole utilizzare direttamente, ma le vuole fare usare alle assistenti. Ma nella circolare del Ministero è scritto a chiare lettere (almeno quello!) che è solo il dentista che può operare su quelle macchine. La circolare recita infatti: «L’attività dell’odontoiatra nell’utilizzo delle tecniche Cad-Cam si configura come prestazione sanitaria solo nei casi in cui il professionista realizza personalmente l’adattamento di un dispositivo di serie presso il proprio studio, impiegando le tecniche sopra indicate ad uso esclusivo dello studio professionale medesimo». Invitiamo pertanto le AAOO ad incontrarsi urgentemente con i NAS per coordinare qualunque azione possibile atta a stroncare il fenomeno dell'ABUSIVISMO ODONTOTECNICO.


 
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