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OMiI Archivio News 2 Maggio 2013 Appello del collega Esmeraldo Gesuè

 

Riceviamo per pubblicazione da un nostro collega pugliese questo appello che ha stilato a seguito del sequestro del proprio studio e laboratorio per delle azioni di ottimizzazione dei manufatti da lui prodotti su un paziente. Il collega ha deciso di trasformare una sua disavventura professionale personale in una battaglia per la legalizzazione di ciò che gran parte degli odontotecnici vengono chiamati a fare tutti i giorni negli studi e che rientra nelle loro capacità professionali. Vi terremo aggiornati sulla data del convegno e sugli sviluppi di tutta la questione. (OMI)

 

INVITO RIVOLTO ALLE ASSOCIAZIONI ODONTOTECNICHE

NAZIONALI E REGIONALI A TUTTI GLI ODONTOTECNICI e loro amici

Preg.mi colleghi, ancora una volta la dignità di noi odontotecnici è stata infangata a causa di una vicenda che per l'ennesima volta ha riempito le pagine di cronaca. Ancora una volta la sola collaborazione a stretto contatto con l'odontoiatra alla verifica degli aspetti puramente tecnici di alcuni dispositivi protesici, ha comportato l'imputazione dell'esercizio abusivo della professione odontoiatrica, in virtù del tanto discusso e chiacchierato Regio decreto n. 1334 del 1928 (Vittorio Emanuele III – Mussolini), stranamente e forse volutamente non ancora adeguato ai nostri tempi.

Questa volta non si tratta di un'impostore, di un "falso dentista" che in uno scantinato ha operato un'avulsione, una cura canalare o non so che cosa, in questa vicenda che mi riguarda viene definito “abusivismo odontoiatrico” una serie di atti e manovre tecniche che tutti noi odontotecnici compiamo quotidianamente in tutti gli studi odontoiatrici. Noi odontotecnici viviamo questa anomala e perdurata quotidianità nella nostra professione, dunque la mia posizione in questa vicenda è la posizione dell'odontotecnico in Italia ancora oggi, dopo quasi un secolo di lotte e contrapposizioni atte ad attualizzare una norma a dir poco superata e obsoleta.

La nostra condizione di odontotecnici, lo sappiamo bene, ci espone a questo pericolo: essere additati come "falsi dentisti" o impostori, e peggio ancora come è successo a me e a tanti altri colleghi prima di me, denunciati penalmente, diffamati e sbattuti in pasto alla stampa che ormai di questi eventi ne crea il magico "scoop" per aumentare sensibilmente le vendite.

Sappiamo tutti ormai troppo bene come stanno le cose.

Non è più possibile aspettare che altri colleghi, altri padri di famiglia, altri onesti lavoratori e onesti cittadini divengano perseguibili penalmente per ciò che si compie ogni giorno nel silenzio e nell’indifferenza in migliaia di studi dentistici italiani.

Tutti noi siamo già provati da una crisi senza precedenti e questi episodi non fanno che contribuire ad aggravare una situazione già troppo pesante per noi odontotecnici.

Alla luce di queste spiacevoli circostanze ormai all’ordine del giorno davanti a noi si aprano due possibilità: o viene regolamentato una volta per tutte il nostro profilo professionale o dobbiamo essere soppressi come categoria in quanto tutti, o quasi tutti noi odontotecnici, secondo quanto stabilisce la “norma” cui siamo ancora sottoposti, operiamo quotidianamente nell’illegalità con la complicità dei medici.

Noi odontotecnici siamo tutti abusivi? I medici sono tutti compiacenti?

Queste valutazioni condivise credo, da tutti noi, mi portano a chiedere ufficialmente a tutte le associazioni di categoria la convocazione di un'assemblea aperta al pubblico nella località in cui si è verificata questa ennesima spiacevole vicenda che ha colpito me e potrebbe colpire tutti quanti noi odontotecnici e odontoiatri indistintamente, come è già troppo volte successo e succederà ancora, in qualsiasi parte d'Italia ci troviamo.

Troppi scandali, troppe diffamazioni, troppe umiliazioni ha subito e continua a subire la nostra categoria. Tutti noi INSIEME abbiamo bisogno di dare un segnale forte e unitario e di riprenderci la dignità che meritiamo. ORA.

In attesa di un vostro pronto e positivo riscontro in merito alla questione, porgo distinti saluti.

Odt. Esmeraldo Gesuè 


 
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